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Escursionismo e storie


Paolo Pellegrino
Guida Ambientale Escursionistica / Accompagnatore Naturalistico
per info: lalberovolante@gmail.com oppure sezione contatti

PIETRA E POLVERE

Tante le anime di questo piccolo angolo della Val Luserna.
Ancora riecheggiano i suoni dei “punciòt” per lavorare i blocchi di famosa pietra e solo s’intuisce l’odore pungente dei caldissimi falò di fascine usati per scaldare le rocce calcaree e farne calce da vendere in pianura.
E i campanacci di un lavoro continuo e arduo, lento e vitale.
Si respira il profumo del tempo.

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I VOLTI DEL SILENZIO

I suoni della valle si spengono.
Non c’è brusio di bocche che raccontano e fiati ritmati di polmoni che salgono. Anche il vento tace.
Solo la luce canta e con lei lo sciabordio lento delle onde che si infrangono sulle pareti di roccia. Val Pellice

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ORME, POLVERE E MEMORIA

Langa. Era una terra grama. Era una terra di “Malora”.
Passo dopo passo si rileggono le pagine di una terra dura e argillosa.
La storia contadina è lo sfondo di nuove storie di bellezza e squisitezza.

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CUORI PRATI PICCHE E FIORI

Furono alpeggi ambiti, sono ancor’oggi pascoli, pigri ancora sonnolenti sotto la coperta bianca. Luoghi di dimora temporanea verso i pascoli più alti. Grange, gias e maire. I pastori da secoli si occupano di un patrimonio universale e inestimabile: la bellezza. Val Pellice

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MONTAGNE: FORTEZZE DI STORIA, DI PACE, DI COLORI

Terra e sentieri. Attraverso rifugi che sostengono e ristorano.
Verso tenaci piantine e fiori di montagna, curate ed esibite.
Una piccola grangia protegge accoglienti volontari che a loro volta proteggono i colori. Sì, ci sono i guardiani dei colori lassù in mezzo alle cime. Si può prendere Tempo e dirgli di aspettarti lì, seduto sul muretto. Non c’è fretta di scendere.
E poi giù, nella conca ancora spruzzata di sole. Il tempo di un saluto.
E ora si pedala giù veloce, dovrei essere in paese per le 6 e mezza. Val Pellice

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RESISTENZA MONTANARA

Ora percorsi e castelli di pietre per giocare e inventare avventure.
Allora tragitti per scappare e nascondersi.
Ora lassù in cima, con la luna piena, ti vien da allargare le braccia e ringraziare per la meraviglia.
Allora la luna piena ti faceva notare e i nazi-fascisti potevano sparare. Ci si doveva nascondere dalla luna piena.
Ora una grande struttura ristrutturata ospita un centro di attività, pace e cultura.
Allora un casolare sparso bombardato perché ricovero di partigiani.
Da un antico detto Irochese, letto sotto una roccia che somiglia ad un profilo pellerossa “Pace non è solo il contrario di guerra, non è solo lo spazio temporale tra due guerre. Pace è di più. Pace è la legge della vita umana. Pace è quando noi agiamo in modo giusto e quando tra ogni singolo essere umano regna la giustizia”. Angrogna

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NASCONDIGLI e LEGGENDE

Da quando si entra in Valle spicca quella punta che somiglia a un piccolo vulcano. Lì sotto la leggenda racconta che si nascondevano i Valdesi dalle persecuzioni. Se fosse effettivamente un luogo di protezione non si sa, ma si sente che i sentieri percorsi hanno sostenuto il passaggio dei nostri antenati lontani (il monte che accompagna è il Vandalino, nome che forse richiama la presenza della tribù germanica dei Vandali in epoca romana) e recenti, quando tutti questi monti erano solcati da partigiani e truppe nazi-fasciste.
Ci si avvicina attraverso la meraviglia dei boschi e attraverso i racconti che sussurrano le pietre delle antiche borgate, ahimè, abbandonate. Val Pellice

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